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COMUNE DI BALESTRATE

 

 

 

 

 

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BALESTRATE
 
BREVI CENNI STORICI
 
Quattro case su un promontorio: questa era Balestrate circa tre secoli fa, quando Giacomo Santoro volle allargare l’area dell’antica tonnara dei Fardella innalzando uno spazioso quadrato composto da case di coloni, da magazzini di vino, con una vasta corte ed una palazzina per i padroni. Questa piccola borgata si chiamava Sicciara dal nome di un feudo che si trovava tra i fiumi Jato e Calatubo.
Dal 1307 il re Federico lo riservò alla sua sovranità e da allora tutto il territorio prese il nome di Balestrate.
“Quantum a litore maris infra terram per jactum balistae protenderit…”, con queste parole, riportate in un decreto del re Federico D’Aragona del 1307, si inizia, infatti la potenziale storia di Balestrate. Quel decreto stabiliva che tutto il territorio costiero, compreso da un immaginario tiro di balestra scoccato dal bagnasciuga, apparteneva al diretto dominio del re.
Queste terre furono di diritto regale per un secolo e mezzo, fino a quando, attraverso un altro decreto del re Alfonso il Magnanimo del 26 febbraio 1456, esse furono donate al Camerlengo Nicolò Leofante, per passare poi, di mano in mano, ai Leto, ai Santoro, ai Maltese, ai Gaffeo, ai Gesugrande.
Diventato comune autonomo, Balestrate iniziava la sua ascesa sulla via del progresso economico e sociale.
I suoi 500 abitanti del 1800 diventavano 800 nel 1830, 1000 nel 1840, 2000 nel 1860, 3000 nel 1870, 4000 nel 1900, 6000 nel 1920.
Con Decreto del Presidente della Regione Siciliana n°186/serv. 4°/S.G. del 09 aprile 2008, reso pubblico nella GURS n°20 del 09 maggio c.a., è stato approvato il progetto di variazione territoriale riguardante l’acquisizione da parte del comune di Balestrate di porzione di territorio e di popolazione facenti parte del comune di Partinico. Il  territorio del Comune di Balestrate da 384 ettari ha quasi raddoppiato la sua superficie raggiungendo complessivamente  679 ettari. Ciò consentirà una migliore prospettiva di sviluppo socio-economico della nostra comunità.
 
ECONOMIA DAI PRIMI DEL ‘900 AD OGGI
 
Un notevole impulso all’economia di Balestrate fu dato dall’insediamento e dall’attività di tre stabilimenti enologici costruiti attorno al 1927 da tre grandi capitani d’industria dell’epoca: beniamino Ingham, Vincenzo Florio e Giovanni Woodhouse.
L’industria del vino, attorno al 1940, finì con l’occupare più della metà dell’abitato e col coinvolgere tutte le attività produttive della popolazione, richiamando nuovi insediamenti e nuove fabbriche.
Tra gli artigiani venuti a Balestrate (allora Sicciara) i più furono bottai.
Dopo che i tre grandi pionieri sopraccitati ebbero il loro sviluppo, molti altri seguirono le loro orme. Ora tutte le industrie connesse alla viticoltura sono state chiuse. L’ultima in ordine di tempo è stata la Distilleria Vitrano, che utilizzava le vinacce per la produzione di alcool e la feccia per la produzione di un concime.
Il vigneto, poco alla volta, è stato soppiantato dalla produzione in serra di ortaggi, pomodori e fiori. Antica, forse più di quella viticola, è la coltivazione degli uliveti, che è una delle colture fondamentali dell’economia agricola locale. La produzione delle olive dava lavoro, fino ad una trentina di anni fa, a quattro piccoli oleifici. Oggi ne è rimasto solo uno che possiede un moderno impianto.
C’era a Balestrate anche un mulino con pastificio che ha operato fino ad una cinquantina di anni fa.
La produzione della frutta (pere, albicocche, pesche e limoni) è stata sempre assorbita quasi totalmente dal mercato palermitano. Pomodori, piselli, zucchine e fichidindia vengono inviati, anche, ai mercati più vicini di Alcamo e Partinico o venduti direttamente sul posto.
L’allevamento di equini è del tutto scomparso a causa della motorizzazione.
L’allevamento di animali da cortile è prevalentemente a carattere familiare e serve ad integrare il reddito annuale del contadino e del pastore.
Per quanto riguarda la pesca, dopo la dispersione degli anni ’60 e ’70 si era ricostituita una flotta peschereccia che praticava la piccola pesca costiera artigianale.
Nell’ambito cooperativistico, nel 1952 venne costituita una cooperativa di pescatori che ha chiuso i battenti nel 1982 a causa dell’emigrazione degli stessi che non trovano sufficiente lavoro nel depauperato mare del Golfo di Castellammare.
Oggi la pesca professionale è esercitata da 13 pescatori con 11 motopesca, che oltre a praticare la piccola pesca artigianale, hanno deciso di puntare sull’attività di pescaturismo.
Esistono due piccole industrie: una per la lavorazione del marmo, che occupa circa 10 persone e una che produce prodotti per l’agricoltura.
Nel periodo che va dagli anni ’50 agli anni ’80, gran parte dello sviluppo economico di Balestrate ebbe origine dai redditi non prodotti sul posto. Era allora il periodo delle grandi emigrazioni in Germania ed in Venezuela, dove i nostri emigrati producevano il reddito che veniva spesso investito a Balestrate.
Nel campo dell’artigianato, la categoria con il maggior numero di operatori è quella dei muratori, esistono infatti tre grosse imprese edili che danno lavoro a più di cento persone e altre dodici più piccole.
Le altre categorie sono: falegnami, fabbri, imbianchini, meccanici, parrucchieri e barbieri.
Alcune di queste categorie si sono evolute nel tempo.
I falegnami, per esempio, si sono dotati di moderni macchinari e producono, in piccola serie, mobili, infissi ecc…
I fabbri ferrai, chiamati così perché ferravano gli animali da tiro, ora si sono trasformati in costruttori di cancelli, balconate in ferro o di infissi in alluminio.
Alcuni artigiani sono scomparsi da decenni: i bottai da circa 50 anni, i carrettieri da circa 60, il sellaio da 40, i barcaioli da oltre 60, i calzolai da 15 ne è sopravvissuto uno che non è nemmeno di Balestrate.
Con la guerra mondiale del ’40-’45 si sono estinti l’ombrellaio ed il vasaio.
Resiste ancora qualche sarta per donna ed uno solo per uomo.
L’ultimo cestaio è deceduto circa 35 anni fa senza lasciare nessuno che proseguisse la sua opera.
Per quanto concerne il settore del commercio, abbiamo n°87 esercizi commerciali non alimentari, n°27 alimentari, n°30 pubblici esercizi divisi in: ristoranti, pizzerie, bars, pubs.
Per quanto riguarda il settore alimentare, si nota una tendenza all’apertura di supermercati (oggi due).
Un ruolo notevole di spinta nel processo di sviluppo economico della comunità balestratese è stato assolto sia dalla Cassa di Risparmio (oggi Banco di Sicilia), il cui sportello venne aperto nel 1941, che dalla Cassa Rurale ed Artigiana Don Rizzo (oggi Credito Cooperativo Don Rizzo), in funzione dal 1969.
Infine uno sguardo al terziario; nel campo dei servizi, fino alla fine della seconda guerra mondiale, il numero degli addetti era pressoché nullo. C’erano infatti solo gli impiegati delle Ferrovie dello Stato, sei impiegati comunali, alcuni insegnanti ed un solo medico.
 
Il turismo, fenomeno socio-economico di notevole importanza, unanimamente considerato un settore in potenziale crescita, ha da sempre rappresentato uno dei motori dello sviluppo dell’economia balestratese.
La configurazione geografica di Balestrate conferisce al suo territorio una posizione strategica: sorge nel centro del Golfo di Castellammare, a cavallo tra le province di Palermo e Trapani. Dista pochi chilometri da luoghi di forte richiamo turistico quali Monreale, Segesta, Erice, Mozia, Riserva Naturale dello Zingaro, Oasi Capo Rama.
La costa di Balestrate è varia ed offre al turista diverse scelte e molti comforts.
Ad ovest dell’abitato un’ampia spiaggia con lungomare, facilmente raggiungibile dalla SS 187, offre ben sei stabilimenti balneari ognuno equipaggiato con barche di salvataggio, bagnini, sedie a sdraio, ombrelloni, cabine, bar, corsi organizzati di aerobica, sia in acqua che sulla spiaggia.
Attualmente, durante la stagione estiva, è meta di migliaia di turisti.
Particolarmente interessante il sito di interesse comunitario, che ha un’estensione complessiva di ha 85 circa di cui ha 49,95 ricadono sul territorio del nostro comune.
Si tratta di un folto rimboschimento costituito da pini marini ed eucaliptus, piante grasse e macchia mediterranea.
L’intero bosco rappresenta l’unica area attrezzata dove è possibile, anche, effettuare salutari e distensive passeggiate immersi nella natura.
Sotto l’abitato 500 m. di ghiaia e sassi rappresenteno la parte centrale della nostra costa, sito di particolare interesse naturalistico e paesaggistico.
Ad est di Balestrate il litorale è costituito da un’ampia spiaggia di sabbia fine e anche qui uno stabilimento balneare con tutti i comforts. Il turismo balneare ha da sempre rappresentato il settore di punta dell’economia balestratese, proprio grazie all’estensione delle nostre spiagge ed al clima che permette lo sfruttamento delle strutture da maggio a settembre.
Il porto, classificato di categoria seconda, classe terza, con funzione turistica da diporto e peschereccia rappresenta il fiore all’occhiello del nostro comune.
Il territorio ed il mare di Balestrate rivelano un’origine antichissima. Dove oggi c’è il mare, doveva esserci un tempo la terraferma e dove oggi non esiste più il mare, segni evidenti ne testimoniano la presenza preistorica.
Il territorio è ricco di “presenze preistoriche” conchiglie e pesci fossili, il vulcano sottomarino, le grotte di C/da Manostalla le “necropoli” greca e araba di C/da Calatubo.
 
TESTIMONIANZA DI CULTURA SONO:
 
·         n° 28 Murales distribuiti in via Mazzini, dal 1991 galleria d’arte a cielo aperto. Balestrate fa parte di quei paesi che hanno scelto di raccontare la loro storia sulle pareti esterne delle abitazioni – ogni paese dipinto rappresenta l’Italia di una geografia insolita, offerta al turista avido di conoscenza e capace di recepire il messaggio di cultura che si cela nella voglia di raccontare la propria condizione, la propria filosofia, la propria storia. Artisti affermati come Casimiro Forte, Sergio Vecchio, Biagio Pancino, Melchiore Napoletano, Silvia Rizzo e molti altri, sono stati invitati ad arricchire di colori e scenari la via Mazzini. Oggi molti murales necessitano di restauro e se ne potrebbero creare altri per arricchire questa galleria visitabile gratuitamente dal turista e dagli appassionati d’arte che viaggiano non soltanto durante il periodo estivo.
·         Lapide in via Repubblica posta sulla facciata della casa che ospitò Garibaldi nella notte tra il 23 ed il 24 giugno 1860.
·         Chiesetta S.Pietro
·         Museo etno-antropologico, sito in via Madonna del Ponte n°21.
·         Biblioteca parrocchiale, via Don L.Sturzo n°3, dotata di oltre 7.000 volumi. E’ aperta tutti i giorni dalle ore 15.30 alle ore 18.30
·         Sculture
 
Strutture sportive: campo di calcio, campo polivalente (aperto tutti i giorni su richiesta), palestre (aperte tutti i giorni, escluso la domenica).
 
TURISMO – INTRATTENIMENTI
 
         Segnali positivi giungono in merito alla ricettività, considerato che si stanno affermando anche nuove forme di ospitalità, ad esempio l’incremento di B&B, case vacanza, che affiancano gli hotels di nuova costruzione, i residences, il camping “Miramare” (1 stella).
Si riporta, di seguito, la dotazione delle strutture ricettive:
 
B&B:                                       Hotel del Golfo (1 stella)
Case Ruffino (3 stelle)              Residence Eloisa (3 stelle)
Rizzo (2 stelle)                        Hotel Costa Azul (4 stelle)
Il Girasole (3 stelle)                  Villaggio Petruso
Casa del Mare
Case Russo (3 stelle)
 
         E’ evidente che le strutture ricettive sono orientate verso alti livelli. Si è registrato, inoltre, un progressivo aumento di turisti stranieri e una tendenza a prolungare la loro permanenza.
 
         Le abitazioni adibite a seconde case sono n°2161.
 
         Un elemento di novità viene dallo sviluppo degli sports marini e più generalmente dalla cosiddetta “pescaturismo”, comparto che, negli ultimi anni ha registrato un forte sviluppo.
 
         Le altre risorse di cui disponiamo, che hanno dato un contributo determinante allo sviluppo del turismo, e che fungono anche da richiamo per i paesi della costa e dell’entroterra, sono tutte le attività legate alle tradizioni popolari e alle manifestazioni artistiche, quali mostre, manifestazioni teatrali, musicali ecc…, elementi ormai indispensabili nel soddisfacimento di un turista sempre più esigente.
 
         Importanti sono gli appuntamenti tradizionali. Sotto questo punto di vista Balestrate offre un patrimonio significativo e ampiamente diversificato. Il personale dell’ufficio informazioni turistiche del comune, oltre a svolgere funzione di informazione, distribuzione materiale (mappe, depliants, brochures, ecc…), fornisce tutte le notizie riguardo il calendario delle attività culturali, approvate dall’Amministrazione, che si svolgono nel corso dell’anno.
 
Si riportano di seguito gli appuntamenti tradizionali:
 
Febbraio: sfilata di carri allegorici e danza dei pastori;
Marzo: visita agli altari di S.Giuseppe, distribuzione dei pani, falò;
Marzo/Aprile: Sacra Rappresentazione della Passione e Morte di Gesù, Via Crucis;
Giugno: Festa di S.Pietro (protettore dei pescatori), sagra del pesce, manifestazioni canore;
15 Settembre festa dell’Addolorata.
DICEMBRE: festività natalizie.